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Test intolleranze alimentari: test funzionali, test quantitativi, test qualitativi. Marzo 9, 2009

Posted by puntorada in Sulle intolleranze alimentari...
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Viene chiamato il triangolo dei test di intolleranze alimentari e si tratta di comprendere la differenza e la sottile linea di confine tra i diversi test di laboratorio.
Ammettendo di voler eseguire un test di intolleranze alimentari certificato e con una altissima percentuale di affidabilità, come i BioTest della Daphne Lab, certificati al 94% di attendibilità, bisogna comprendere quale test sia il più indicato per noi.

Esistono test capaci di comprendere la quantità di sostanza analizzata, altri che rilevano la qualità chimico-fisica della sostanza, altri come quelli dei BioTest di intolleranze alimentari che analizzano la funzionalità di una sostanza nell’organismo e nel ciclo metabolico. 
Per fare un esempio banale ma efficace, i tre test principali sono come un’indagine effettuata in un ristorante. Un test del dosaggio di sostanza ci rivela se nel magazzino del ristorante ci sono provviste e quante (test quantitativo), poi ci sono i test che identificano la qualità di una sostanza, come identificare se le provviste nel magazzino del ristorante siano scadute o in buono stato (test qualitativo). In fine ci sono i test funzionali che osservano il comportamento metabolico della sostanza nella fisiologia, come osservare quegli alimenti stipati nel magazzino del ristorante se vengono veramente usati, cucinati, e serviti a tavola per la ristorazione (test funzionale).
In medicina funzionale la cosa più importante non è sapere se le nostre riserve di magazzino hanno o meno vitamine, minerali, ormoni o enzimi, né se tali sostanze siano di buona qualità, ma la cosa importante è sapere se veramente siano utilizzate dal corpo nei vari cicli metabolici. Tale visione è un sistema dinamico del corpo e non statico come nel caso delle prime due analisi.

E’ importante avere, però, tutte e tre le visioni dell’organismo umano, un po’ come fare una radiografia, una ecografia e una risonanza su una zona specifica, avremo tre fotografie più o meno uguali, ma ognuna dice una cosa differente, legge un piano di realtà diverso, solo assieme raccolgono la dimensione olistica del fenomeno.
Si sa che l’informazione, per quanto imponente, coerente e specifica sia, non potrà mai diventare conoscenza se prima non viene interpretata. Possiamo avere molta informazione dai test di intolleranza alimentare e anche troppa da test di intolleranze alimentari e allergici differenti, ma la conoscenza potrà azzerarsi se non viene veicolata bene nel flusso dell’interpretazione.

I test delle allergie alimentari– invece – indagano, a livello quantitativo e qualitativo, quella reazione spropositata del sistema immunitario nei confronti di un allergene. Mentre un test delle intolleranze alimentari, a differenza delle comuni allergie, è una analisi funzionale per comprendere lo stato di ipofunzione del sistema metabolico, quindi funzionale, a carico di cicli di utilizzo dell’intollerene. Mentre l’allergene aumenta il sistema immunitario, l’intollerene abbassa quello metabolico.

Per sostanze come allergeni immunitari bisogna investigare con test qualitativi o quantitativi di tipo chimico, la cui ricerca può partire dal sangue. Mentre per sostanze come intollereni, la cui natura è quella di abbassare il carico del sistema metabolico, i test migliori sono quelli biofisici, come lo spettrofotometro, l’interferometro o i test di terza generazione interferometrici a metasostanza, quali la tecnologia Palladium brevettata dai laboratori

Daphne Lab per la determinazione unica di BioTest di intolleranze alimentari nella ricerca di 600 alimenti, indici biologici, protocolli, diete e tabelle funzionali.